10/2011 – Wish List [John Locke]

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WISH LIST

di John Locke

John Locke è un fenomeno circoscritto all’ambiente Kindle. Proponendo i suoi libri a 0,99 dollari ne vende a tonnellate (virtuali) su Amazon. Visto il modico costo, ho provato a scaricarne uno nonostante le scandalose copertine in stile I Love Shopping. Ho scelto questo Wish List, stuzzicato dalla trama: un sito su cui scrivere 4 desideri, che si avvereranno ma pagando un prezzo alquanto salato. A grandi linee mi ricordava il plot narrativo di Spanky (Chistopher Fowler) ma alla fine si rivela un episodio della saga di tal Donovan Creed, il detective-feticcio di Locke. Pur non conoscendo gli altri episodi, il racconto fila via liscio ed a tratti è addirittura spassoso. Letteratura stile patatine fritte, ma un po’ di unto ogni tanto ci vuole specie in estate.

Giudizio: spassoso

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09/2011 – The beach [Alex Garland]

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THE BEACH

di Alex Garland

La storia ruota attorno ad una spiaggia nascosta dove un manipolo di adolescenti provenienti dal mondo cosiddetto civilizzato tentano di ricreare una società perfetta fatta di lavoro, fratellanza ed un pizzico di spiritualità New age. Un ragazzotto in perenne ricerca di avventure, che sente l’Inghilterra come una camicia di due misure più piccola, viene in possesso di una mappa per raggiungere l’isola ed aggregarsi a questi nuovi figli dei fiori. Non è difficile immaginare come si dipana la storia. Ad una prima parte dove al paradiso terrestre si associa un paradiso sociale, lentamente si disvela che la società perfetta. Nonostante la morale già scritta, il romanzo non annoia. Credo che ad attirarmi sia stata anche l’ambientazione esotica (il Sud-Est asiatico), dove tutto risulta pericoloso e sudaticcio per noi sterilizzati occidentali.

Giudizio: lagunabluesco

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08/2011 – La lunga marcia [Stephen King]

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LA LUNGA MARCIA

di Stephen King

C’era una volta Stephen King… e Richard Bachman. Questa è la sensazione che ho su “La lunga marcia”, un romanzo che non verrà tramandato ai posteri come alta letteratura ma che proprio per questa ragione risulta validissimo. Erano i tempi in cui al Re dell’horror bastava uno spunto, spesso minimale, per costruirci attorno storie avvincenti laddove altri sarebbero collassati nel giro di 30 pagine.

In questo felice romanzo invece tutto ruota attorno alla Marcia, una gara di resistenza estrema in cui se ci si ferma lo si fa per sempre. I personaggi interagiscono, ciascuno con il proprio vissuto, intersecando racconto e fasi di gara in modo magistrale. Una lettura estiva in cui non ci si annoia, grazie ad una insolita asciuttezza del Nostro che spesso si lascia andare a tomi di non indifferente portata che implorano una sforbiciata qua e là. La sostanziale forma di conto alla rovescia dà poi al romanzo quel ritmo e dinamicità che porta anche il lettore a marciare spedito verso l’ultima pagina.

Giudizio: avvincente

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07/2011 – Branchie [Niccolò Ammaniti]

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BRANCHIE

di Niccolò Ammaniti

Per concludere questo libro ci sarebbero volute le branchie del titolo, dato che i miei polmoni sono andati spesso e volentieri in apnea. La prima parte ambientata a Roma è discreta, con un personaggio che sembra promettere grandi cose. Malato terminale di cancro ed esperto di acquari, comincia quella deriva nichilista che potrebbe colpire ciascuno di noi in situazioni analoghe. Le feste a cui partecipa assieme alla fidanzata mostrano una volta per tutte la superficialità della bella gioventù senza lavoro ma con la Smart griffata. I ritrovi in Campo dei Fiori a cazzeggiare con gli aperitivi ed i soliti discorsi assumono le sembianze di vetusti riti pagani, un ozio improduttivo ed ostentato in attesa dell’ultimo pettegolezzo. Il tutto assume toni grotteschi agli occhi di un moribondo che decide di non cedere all’accanimento terapeutico dei medici, che vorrebbero bombardarlo di radiazioni per allungargli l’agonia sapendo benissimo che le metastasi sono ormai incurabili. Tutto questo promette bene, ma ad un terzo del libro ecco la svolta che trascina il protagonista Marco Donati in India. Da qui il libro assume toni demenziali, che rovinano ciò che di buono era stato fatto nelle pagine precedenti. Una serie di avventure bislacche, che dovrebbero portar la risata ma che in me hanno solo portato un senso di noia e di impazienza per il The End.

Va pur detto che non mi sento di bocciare Niccolò Ammaniti, perchè nella premessa lui stesso ammonisce il lettore sul fatto che il libro sia stato composto in età giovanile (era la sua tesi in biologia marina, poi tramutatasi misteriosamente in romanzo con tanti saluti alla laurea). E così va preso, un divertissement di uno studente universitario annoiato dagli studi.

Vedremo le sue opere più famose e con la coscienza di essere uno scrittore professionista se desteranno in me maggior interesse.

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06/2011 – Nessuno scrive al colonnello [Gabriel Garcìa Màrquez]

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NESSUNO SCRIVE AL COLONNELLO

di Gabriel Garcìa Màrquez

Il colonnello di questo racconto di Màrquez è un personaggio potente, di quelli che lasciano il segno. Un militare canuto, tignoso, cocciuto, attaccato all’illusione di ottenere prima o poi un riconoscimento per aver dato anima e sangue nella Rivoluzione. Il suo pellegrinaggio all’ufficio postale, ogni sacrosanto venerdì per 15 lunghi anni nell’attesa di una lettera che annunci finalmente l’agognata pensione di guerra, ha un che di commuovente e angoscioso al contempo.

L’attesa. E’ su questo stato d’animo che si basa tutta la narrazione, capace di mangiarti vitalità e carne, esemplificata da quel gallo a cui il colonnello si lega nella speranza un giorno di farci qualche soldo nei combattimenti clandestini tra pennuti, togliendosi il pane di bocca pur di mantenere vivo e ruspante il bipede, nonostante la moglie arrivi ad odiare quella cresta, quel becco e quegli occhi senza intelligenza. Il gallo rappresenta per il colonnello il ponte tra un futuro migliore ed il passato di cui fa parte il figlio morto a cui l’animale apparteneva. Nel contrasto tra la speranza che diventa utopia e la malinconia per un passato duro e sanguinoso ma comunque onesto, si consuma l’attesa del vecchio che non potrà che condurlo alla morte senza soddisfazione.

L’ottimismo stoico dell’idealista in un contesto che sembra accartocciarsi sul protagonista come la sua pelle grinzosa, mi ricorda da vicino alcuni personaggi del Verga come il Mastro Don Gesualdo che per quanto si dibatta e si dia da fare non potrà mai  innalzarsi dalla propria condizione.

Una durissima lezione che proviene dal Sud America, lontano anni luce dal sogno americano a stelle e strisce nella cui mitologia chiunque può diventar qualcuno se solo lo vuole con sufficiente forza di volontà.

Editore: Mondadori

Collana: Oscar scrittori moderni

Anno: scritto nel 1961

Pagine: 76

Prezzo di copertina: euro 8,50

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